Piccolo è bello

Sembra che oggi, in tempo di crisi, la piccola dimensione costituisca un punto di debolezza e non di forza. La competizione internazionale e la globalizzazione costringono sempre più aziende a ristrutturarsi e a crescere pensando "in grande". A quanto pare il motto "crescere per non morire" è diventata un'ossessione per i nostri imprenditori e politici. Ma è proprio così?

Esiste anche il detto "piccolo è bello" e il nostro paese, con la sua economia caratterizzata da una presenza diffusa di micro, piccole e medie imprese, ne ha fatto il suo punto di forza e un modello da imitare. Noi, per la nostra indole e storia, sappiamo far bene le cose difficili, che richiedono tempo, perizia e cura dei dettagli.

Certo siamo anche il paese degli imprenditori improvvisati e talvolta degli avventurieri che, sprecando a volte una buona idea, cercano il successo e il facile guadagno senza avere le basi necessarie per imboccare nel modo giusto il proprio cammino. Già, perchè di un cammino si tratta e non di una corsa, un lungo cammino fatto anche del sudore e delle lacrime di chi, prima di noi, ci ha preceduto con la sua perizia e ci ha lasciato un preziosissimo patrimonio di conoscenze.

Dunque bisogna distinguere il "piccolo e bello" dal piccolo e basta, l'artigiano dall'improvvisato, l'artista dal dilettante. E le istituzioni dovrebbero cambiare il loro modo di agire politico sostenendo questi imprenditori virtuosi che spesso non hanno bisogno di denaro ma solo di essere ascoltati. Perchè loro non hanno bisogno di crescere e produrre profitti a qualunque costo: loro sono già ricchi per quello che sono e per quello che rapprentano. 

This entry was posted in asides, cambiamento, crisi economica, decrescita, Max Voice, slow marketing, sostenibilità, transizione and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published.