Liquid Feedback: la mia Proposta per il Lavoro

Approvata su Liquid Feedback – Servizio Pubblico la mia proposta per risolvere il problema della disoccupazione in Italia.

Ecco di seguito il testo della proposta che dovrà essere affinata sul piano politico e giuridico da chi se ne intende più di me. Ho lanciato il sasso nello stagno, speriamo che qualcuno se ne accorga.

Initiative i160: Reddito Minimo Garantito
 
Approvato
Latest draft created at 2012-10-26 08:14:52

La mia proposta per uscire rapidamente dalla crisi occupazionale è di offrire a tutti i disoccupati un reddito minimo garantito in cambio di lavori socialmente utili.

Si tratterebbe di una retribuzione e non di un sussidio, che consentirebbe di vivere dignitosamente in attesa di trovare un’occupazione stabile e confacente alle proprie aspettative. ll risultato sarebbe quello di avere persone che riconquistano la loro dignità e che non si sentono di peso per la società. Avremmo persone attive che per un periodo più o meno lungo farebbero un lavoro magari poco gratificante ma che proprio per questo sarebbero invogliate a cercarsi un lavoro più confacente alle loro aspirazioni nel minor tempo possibile.

Il lavoro verrebbe svolto a favore della collettività in ambito sociale, ambientale dei lavori pubblici o dei beni culturali.

Il contratto potrebbe ad esempio prevedere l’obbligo per il lavoratore di prestare la propria opera per 4 ore e di frequentare obbligatoriamente corsi di formazione e riqualificazione professionale nelle successive 4 ore.

E ora un po' di numeri. In Italia ci sono circa 2,5 milioni di disoccupati: immaginiamo di offrire loro l’opportunità di un reddito minimo garantito in cambio di lavori socialmente utili ad un salario intorno ai 750 euro netti ( per 4 ore di lavoro ). Al lordo dei contributi sociali e delle tasse porterebbe ad un costo di circa 15.000 euro l’anno per l’ente pubblico che assume. Sono 37 miliardi, da cui però dobbiamo detrarre l’esborso per gli attuali ammortizzatori sociali che ammonta a circa 10 miliardi. Parliamo dell'equivalente di una manovra finanziaria. Ma quale sarebbe l’impatto sulla crescita dell’economia e sulla società?

Un vantaggio della proposta è che si potrebbe partire in via sperimentale in qualche regione o provincia e se funziona estenderla rapidamente a tutto il paese.

 

+++ Aggiungo alcune considerazioni che tengono conto dei suggerimenti:

  • I lavori socialmente utili, quindi di interesse generale, possono essere svolti anche da cooperative e imprese sociali sulla base di progetti approvati dall'ente pubblico promotore
  • Nel caso in cui il rapporto di lavoro venga instaurato con un ente pubblico, le imposte sul reddito sono da considerarsi una partita di giro e quindi non un costo effettivo.
  • E' assai probabile che il costo complessivo dell'operazione sia più basso in quanto non tutti i disoccupati vorranno accedere a queste opportunità di lavoro e preferiranno impiegare il loro tempo nella ricerca di un impiego migliore e meglio retribuito. O semplicemente non lo cercheranno.
  • Le risorse per finanziare l'operazione si potrebbero trovare inserendo una norma che prevede l'obbligo per le imprese che licenziano un lavoratore per giusta causa, di pagare allo stato le spese per il suo ricollocamento. Questa potrebbe essere un'alternativa all'indennizzo attualmente previsto dalla legge. Dunque l'impatto sul bilancio dello stato è decrescente col passare degli anni ( i disoccupati attuali, che sarebbero totalmente a carico dello stato, vengono gradualmente sostituiti dai nuovi disoccupati che vengono ricollocati a spese delle imprese che li hanno licenziati ).
  • Una parte dei progetti di lavoro e di riqualificazione professionale potrebbero essere finanziati dal Fondo Sociale Europeo e ai sensi della Decisione della Commissione Europea del 28 novembre 2005 riguardante gli aiuti di stato.

 

This entry was posted in Politica and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published.