Anche supponendo che alla sua condanna in appello seguirà quella definitiva in cassazione, per Berlusconi non sarà un problema continuare a fare politica fuori dal Parlamento. Come Grillo, che guida...
Dopo aver letto la sua intervista su Repubblica, da oggi tocca a Renzi e avrà il mio sostegno. L'ho combattuto duramente e non me ne pento. Ha fatto molti errori a partire dalla rottamazione. E' stato un vero autogol, almeno per me. Non si rottamano le esperienze, ma le idee sbagliate. Inoltre dopo aver perso le primarie non doveva restare a fare il sindaco di Firenze, ma scendere in campo al fianco di Bersani con i suoi 50 parlamentari. Doveva uscire allo scoperto pur avendo perso e aiutare il segretario con tutte le sue forze ( ma la colpa è sopratutto di Bersani che non glielo ha chiesto esplicitamente ). Se avessero fatto squadra avremmo vinto le elezioni, ne sono sicuro. Ed è veramente un presuntuoso. Come dice Marini, "ha un'ambizione smodata che rischia di mandarlo fuori strada". Da ultimo ha sbagliato a silurare la candidatura di Marini, un grande uomo delle istituzioni non inferiore a Prodi e a Napolitano.
Alle primarie del 24 marzo per la scelta del candidato Sindaco di Lodi ho deciso di sostenere Andrea Ferrari perché credo nel suo progetto partecipativo che mira a superare le contrapposizioni fra partiti e società civile spostando il confronto dal piano ideologico a quello delle idee concrete. Ne sono un esempio le scatole gialle che Andrea ha disseminato per la città dove ogni cittadino può fare le sue proposte di miglioramento. Sono convinto come lui che la democrazia è partecipazione e non semplice delega e che ogni singolo cittadino può e deve essere portatore di istanze utili al bene comune. La nuova politica nasce da qui, da un nuovo spirito civico che ridefinisce dal basso il senso di appartenenza alla propria comunità. Uno spirito che i partiti tradizionali devono riconoscere e interpretare se vogliono sopravvivere. Ma a differenza di quello che vorrebbero Beppe Grillo e il Movimento Cinque stelle, sono convinto che non possa esistere una democrazia senza partiti perché, come recita l’articolo 49 della Costituzione, essi concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale e quindi sono organizzazioni utili a rappresentare la gente. E il mio partito, il PD, ha dimostrato di saper utilizzare meglio di altri il metodo democratico per avvicinare la gente alla politica, grazie alle primarie per la scelta dei propri candidati. Le primarie servono a questo, a garantire un confronto delle idee pubblico, ampio e partecipato per la scelta di chi ci deve rappresentare. E dal confronto tra i diversi candidati e i loro programmi dovrà scaturire, chiunque vinca, una sintesi e una squadra ancora più forte per affrontare uniti la sfida che più conta, quella delle elezioni amministrative. E’ un primo passo importante, anche se non sufficiente, per trasformare i partiti in contenitori e i loro apparati organizzativi in facilitatori della partecipazione e della circolazione delle idee. Le primarie servono, inutile nasconderlo, anche per scegliere un leader. La figura del leader si e’ dimostrata determinante anche nelle recenti elezioni politiche ( Grillo, Berlusconi, Bersani hanno raccolto l’85% dei consensi ) e chi pensa a forme di rappresentanza senza leader non capisce come funzionano le organizzazioni. Si tratta di distinguere tra un leader e l’altro chi meglio sia in grado di rappresentare le istanze sei cittadini. Noi del PD il nostro leader lo scegliamo con le primarie, gli altri lo scelgano come credono. E come leader io ho scelto Andrea Ferrari perché lo ritengo l’uomo ideale per guidare un’amministrazione aperta al dialogo e alla partecipazione di tutti. Con lui in comune ci sarà tutta la gente.
( lettera pubblicata oggi sul quotidiano Il Cittadino di Lodi )
L’Ufficio di Scollocamento per Imprenditori
Un percorso per cambiare il modo di fare impresa
5-7 aprile 2013 al PeR – Parco dell’Energia Rinnovabile
Frattuccia – Terni
La crisi economica nei paesi occidentali sta diventando strutturale e non si può pensare che tutto tornerà come prima. Molte aziende non sono più competitive e stanno chiudendo o saranno costrette a farlo nei prossimi anni. Tante persone, giovani e meno giovani, dovranno inventarsi un nuovo lavoro. E fra questi gli imprenditori.
Diventa quindi indispensabile un cambio di paradigma per trasformare la crisi in opportunità, per sviluppare un modello di vita più sostenibile non più incentrato sulla crescita e sul profitto, ma sul valore sociale e umano dei nuovi beni e servizi che verranno creati.
Motore del cambiamento sarà come sempre l’individuo che si organizza, da solo o con altri, per creare nuova ricchezza per la società in cui vive. L'imprenditore è per sua natura creativo, flessibile e orientato al cambiamento e dunque può iniziare questo cammino più facilmente.
A chi si rivolge
L'Ufficio di Scollocamento per Imprenditori è rivolto a chi vuole emanciparsi e iniziare un percorso di “disintossicazione” dal business fine a sé stesso, da un modello economico e di società che non gli appartiene più o che forse non gli è mai appartenuto. Spesso infatti gli imprenditori applicano modelli stereotipati non aderenti alle loro vere inclinazioni e sensibilità. L'ufficio di Scollocamento per Imprenditori guarda a tutti quelli che vogliono impegnarsi per una nuova etica del lavoro e del fare impresa non più legata al guadagno e al consumo sfrenato ma alla qualità della vita e al suo valore umano e sociale.
Il cambio di vita può essere radicale, lasciando il lavoro attuale e inventandosene uno nuovo, abbandonando la grande città per andare a vivere e lavorare in campagna o in un piccolo centro. Oppure potrà essere graduale, iniziando a diversificare la propria attività cogliendo le opportunità che questa fase di cambiamento offre. Per esempio investendo nel settore ambientale che può rappresentare un modo più corretto di fare impresa in modo sostenibile.
Programma
venerdì 5 aprile 2013
18.00 arrivo e sistemazione partecipanti
20.00 cena
21.00 presentazione del corso e dei partecipanti
sabato 6 aprile 2013
8.00 colazione
9.00 Proposte per una nuova imprenditoria – Alessandro Ronca, responsabile del PeR
10.30 pausa caffè
11.00 Visita guidata del Parco Energie Rinnovabili – Alessandro Ronca, responsabile del PeR
13.00 pranzo
15.00 Esperienze in Europa di imprenditoria alternativa – Paolo Ermani, Associazione PAEA Progetti Alternativi per l’energia e l’Ambiente
16.00 Testimonianza del cambiamento: da impiegato a imprenditore e infine a consulente per le imprese – Massimo Calì, Studio legale Paci & partners
17.00 pausa caffè
17.30 Il Gruppo Acquisto Terreni per la creazione di aziende agricole biologiche senza rivolgersi al circuito bancario – Emanuele Carinissimi, Gruppo Acquisto Terreni Scansano (GR)
19.00 domande e risposte
20.30 cena
domenica 6 aprile 2013
8.00 colazione
9.00 Aspetti psicologici del cambiamento – Randa Romero, psicologa e psicoterapeuta
11.00 pausa caffè
11.30 Confronto fra i partecipanti
13.00 pranzo
14.30 conclusioni
15.30 partenza
Costi
da 390€ + Iva a 290€+ Iva secondo il PeRfect Price*
Esempio:
390€ + iva con 12 partecipanti (minimo)
340€ + iva con 18 partecipanti
290€ + iva con 24 partecipanti (massimo)
Costi comprensivi di ospitalità in pensione completa bevande incluse, transfer da/a strutture ricettive, segreteria, docenze, organizzazione, libro Ufficio di Scollocamento o Pensare come le Montagne. Manuale teorico-pratico di decrescita per salvare il Pianeta cambiando in meglio la propria vita
*Il PeRfect Price: partendo da una soglia minima di partecipanti, più persone si iscriveranno al corso e più il prezzo scenderà per tutti.
Per informazioni e iscrizioni al soggiorno formativo
mail: scrivi@per.umbria.it - tel. 0744 988050
Per informazioni sull’Ufficio di Scollocamento per Imprenditori
mail scollocamento@ilcambiamento.it – tel 06 98381339 e 06 9300412
I DOCENTI
Alessandro Ronca - Sviluppare imprese orientate a produrre tecnologie e processi che riducano l'esigenza del denaro e garantiscano alle persone prodotti e servizi rispettosi dell'ambiente.
L'inflazionata terminologia “Green economy” spacciata come l'opportunità per le aziende, è in realtà l'unica strada possibile per evitare il totale collasso del nostro pianeta. Bisogna alzare un po’ l'asticella…! E' opportuno che la straordinarietà delle scelte sostenibili diventi la normalità e che si smetta di stupirsi nel vedere del fotovoltaico sopra una abitazione o che si utilizzi acqua piovana per alimentare lo scarico del proprio wc perchè è folle pulirlo ancora con l'acqua potabile. Sono veramente tantissime le opportunità per un imprenditore di ricollocare le tecnologie al posto giusto, abbandonando le attività fini e se stesse in favore di produzioni che migliorino la vita di tutti. Il sistema del profitto è stato il motore dello sviluppo tecnologico, ma semplicemente oggi non è più adatto e i mercati fuori controllo lo dimostrano giornalmente. Low profit e riduzione dell'esigenza del denaro vanno di pari passo con la possibilità di riappropriarsi del proprio tempo ed essere felici senza stravolgere la propria vita: riduzione senza scomodità! Al PeR sperimentiamo quotidianamente le formule per riuscire in questo intento rispolverandone delle vecchie, sperimentandone delle nuove per condividerle globalmente.
AR classe ‘67, nel piano “A” della sua vita è stato Direttore d’Albergo in vari continenti e Project Manager nella costruzione di strutture ricettive in Italia, Africa e Centro America. Nel piano “B”, quello attuale, è diventato un artigiano della sostenibilità, formandosi sul campo con pinze e cacciavite, cercando di capire e sperimentare tutte quelle meravigliose cose che si trovano scritte sui libri, verificando se si potessero effettivamente realizzare fondando il PeR -Parco dell'Energia Rinnovabile.
Massimo Calì – Reinventare l’impresa in tempo di crisi: dalla logica del profitto ad un profitto più logico
La crisi economica che è in atto dal 2008 è diventata una crisi di sistema e ci dice che il modello di sviluppo economico in cui siamo nati e cresciuti è fallito e bisognerà inventarne un altro. Per risorgere dalle ceneri del nostro tempo devono quindi nascere nuove imprese che siano portatrici di un nuovo modello di sviluppo non più incentrato sulla crescita e sul profitto, ma sul valore sociale e umano dei nuovi beni e servizi che verranno creati. Motore del cambiamento sarà come sempre l’individuo che si organizza, da solo o con altri, per creare nuova ricchezza per la società in cui vive. E’ quindi indispensabile incoraggiare non solo l’avvento di una nuova generazione di imprenditori ma anche la rinascita di quelli che si trovano in difficoltà o che sono già falliti. Aiutandoli a ricominciare e incoraggiandoli a sviluppare nuove idee, nuovi prodotti e servizi adeguati alle mutate condizioni di mercato. Salvaguardando il loro patrimonio di idee, di entusiasmo e di esperienza.
M.C. è stato manager e imprenditore. Nel 2008 la crisi lo ha costretto a chiudere l’attività ma facendo tesoro di quell’esperienza negativa ha creato un team di professionisti specializzati nella gestione delle crisi aziendali e nel supporto di imprenditori in difficoltà.
Paolo Ermani - Esperienze in Europa di imprenditoria alternativa
Partendo dall’esperienza personale si descriveranno i maggiori centri europei di tecnologie alternative, come esempi stimolanti per chi cerca lavoro e un imprenditoria diversa rispetto a quella tradizionale.
I centri sono miniere di idee e opportunità per chiunque voglia fare della salvaguardia ambientale, delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e idrico, della bioedilizia, dell’agricoltura e alimentazione biologica, una strada da perseguire molto più solida, soddisfacente e arricchente a livello personale di quelle che spesso si percorrono tradizionalmente.
P.E. è tra gli ideatori del quotidiano on line Il Cambiamento ed autore di “Pensare come le montagne. Manuale teorico-pratico di decrescita per salvare il Pianeta cambiando in meglio la propria vita” e “Ufficio di Scollocamento”. Da oltre venti anni è impegnato nell’ambito delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Ha lavorato cinque anni al Centro per l’energia e l’ambiente di Springe in Germania. Lavora con l’associazione PAEA dal 1999, ha organizzato e tenuto decine di corsi di formazione, incontri pubblici, mostre itineranti, consulenze, interventi di didattica ambientale. www.pensarecomelemontagne.it
Emanuele Carissimi – Esempio di diversa imprenditoria agricola, G.A.T. ® Scansano
Descrizione del percorso che ha portato alla creazione del progetto G.A.T. ® Scansano, le motivazioni i metodi e le problematiche. Dinamiche e metodi di realizzazione pratica dell’azienda G.A.T. ® Scansano. Accenni di agricoltura naturale e utilizzo di tali metodi sia dal punto di vista produttivo che dal punto di vista economico.
Emanuele Carissimi è perito agrario ed esperto di agricoltura naturale, laureato in Scienze Naturali, socio fondatore e presidente del Gruppo Acquisto Terreni di Scansano www.gatscansano.it/ e componente del direttivo G.A.T. ®. Insegnante in corsi di agricoltura naturale.
Randa Romero – Il Gattopardo: cambiamento e trasformazione come modelli di stabilità e crescita
Viviamo una crisi che è, come sempre, anche un’occasione da non perdere per guardare il nostro operato da altri punti di vista e trovare già al suo interno i semi di un “cambiamento” o di una “trasformazione” che erano insiti, fin dall’inizio, nella struttura delle nostre azioni. Nuovi modelli nascono dai vecchi con continuità e dominando la dinamica del cambiamento si ottiene la massima stabilità ed il miglior senso di sicurezza.
Atteggiamento fenomenologico, collaborazione, fiducia e partecipazione sono una parte importante del capitale sociale cui attingere e da potenziare per superare la crisi.
Randa Romero, psicologa e psicoterapeuta, lavora nella scuola da molti anni come formatrice e psicologa di riferimento per insegnanti, genitori e ragazzi, organizzando seminari e wokshops. Si occupa in particolare di pensiero e atteggiamento creativo nei bambini e negli adulti.
Ha fondato l'ASPIC, Scuola di Specializzazione in Psicologia e Psicoterapia di Terni e l'A.ge, Associazione genitori di Orvieto.
Da qualche anno si occupa di conoscenza e percezione del territorio antico, organizzando escursioni in natura, alla ricerca di luoghi preistorici ed etruschi.
Ha iniziato una collaborazione con la casa editrice Intermedia di Orvieto, con la quale pubblica una collana dedicata al rapporto psicologico con il territorio ed all'ecologia profonda.
LA STRUTTURA: IL PER – Parco delle Energia Rinnovabile
Nato con lo scopo di far conoscere l’importanza del rispetto dell’ambiente e, quindi, la necessità di risparmiare le risorse naturali, il PeR sorge intorno ad un antico casale, ora completamente ristrutturato secondo i più innovativi dispositivi energetici, felicemente situato tra le verdi colline umbre. E’ un’isola felice lontana dai richiami del turismo di massa: i suoi vantaggi sono qualità della vita, bassissima densità di popolazione, contatto con la natura, lontananza dall’inquinamento, sicurezza.
Il Centro è un esempio di come sia possibile, attraverso tecnologie innovative che riciclano e sfruttano i doni naturali, riscaldare, creare energia, coltivare cibi biologici ed allevare animali.
Il funzionamento della stessa struttura, comprendente, oltre all’edificio dimostrativo ed all’area agricola, anche una casa “ad energia ZERO”, si basa sull’utilizzo di materiali costruttivi ad alto isolamento termico, sul riuso delle acque piovane, sul riscaldamento solare e a biomassa, sull’impiego di pannelli fotovoltaici e generatori eolici e sulla coltivazione in serre passive.
Isolamento termico, esposizione corretta, razionalizzazione dell'illuminazione naturale ed artificiale, apparecchiature e pompe in classe A, recupero del calore a flusso incrociato e sistemi di controllo domotico dell'edificio. Sull'uso e tecnologie di produzione energetica troviamo: Caldaie a Legna, a pellets agricolo, solare termico sottovuoto e piano selettivi, collettori ad aria, microeolico, fotovoltaico, generazione ad olio vegetale, geotermia passiva e serre a scopo energetico. L'Acqua gioca un ruolo fondamentale nella ricerca dell'ottimizzazione, con l'uso prevalente di acqua piovana. Le acque grigie sono recuperate per il riutilizzo negli scarichi e poi, dopo la fitodepurazione, per innaffiare il giardino anche l’illuminazione notturna del Parco viene garantita da lampioni fotovoltaici.
All’interno del PeR trovano applicazione tutte le energie rinnovabili anche in agricoltura: in particolare sono stati realizzati: il pozzo che utilizza l’energia solare per l’irrigazione delle colture ortive; le recinzioni elettrificate con il fotovoltaico per salvaguardare i seminativi dalla fauna selvatica; la serra utilizzata per la germinazione è termoregolata con collettori solari termici; l’acqua utilizzata per l’irrigazione è esclusivamente quella piovana raccolta all’interno delle cisterne e opportunamente filtrata e depurata e ma anche la razionalizzazione nel uso agricolo con tecniche di arido coltura e pacciamature con irrigazione a goccia e controllo dell'umidità.
Il PeR si trova in Umbria in un’area protetta vicino a pochi minuti da Amelia e da Terni.
Qui trovate le informazioni per raggiungerci: www.per.umbria.it/dove
Pagina ufficiale dell'ufficio di scollocamento per imprenditori
Qui potete scaricare il modulo di iscrizione


Maya permettendo, ho chiesto a Babbo Natale di farmi due regali: un governo stabile e un'agenda nuova.
Nella mia letterina gli ho spiegato che per avere un governo stabile vorrei che dopo le elezioni si sapesse subito chi ha vinto e chi ha perso. Per questo motivo gli ho chiesto di favorire la nascita di uno schieramento di centrodestra moderno, liberale ed europeista con a capo Mario Monti. Evitando che il Mario nazionale si collochi al centro, dove alberga la politica con la “p” minuscola e dove il canto delle sirene potrebbe stregare molti miei amici del PD facendoli cadere nelle braccia di Casini.
In ultimo gli ho chiesto di farmi trovare sotto l’albero un’agenda nuova: quella di Bersani ovviamente, non quella di Monti.
La mia domanda di ieri a Pierluigi Bersani durante la video chat organizzata dal direttore de La Stampa Mario Calabrese era chiara: “se lei vince le primarie e diventa premier è disposto ad inserire il suo avversario Renzi nella squadra di governo?” Dopo una breve pausa Bersani ha risposto “Anche Renzi può essere utile al paese”.
Nel linguaggio di Bersani questo significa che potrebbe affidargli un posto di rilievo, così come lo affiderebbe a Mario Monti per cui ha usato nei giorni scorsi le stesse parole. E non potrebbe essere altrimenti con chi gli contenderà la vittoria alle primarie fino all’ultimo. Ricordate la lotta fra Hillary Clinton e Barack Obama per la corsa alle presidenziali degli Stati Uniti nel 2008? Una battaglia senza eclusioni di colpi e la Clinton, favorita alla vigilia, venne sconfitta da Obama che la volle al suo fianco nel suo governo come Segretario di Stato. Dunque noi italiani non dovremmo meravigliarci se al fianco di Bersani, che si avvia a vincere le primarie del centro-sinistra, ci sarà il “Golden Boy”. D'altronde Matteo Renzi ha ribadito: “Se perdo le primarie non voglio premi di consolazione ma darò una mano a Bersani”. Cosa vuol dire? Tradotto dal politichese vuol dire che se perde non si accontenterebbe di un posto qualsiasi visto che lui e la (gioiosa?) macchina da guerra che ha messo in piedi per vincere le primarie non farebbe certo retromarcia.
Temo tuttavia che la (non?) risposta di Bersani alla mia domanda e la replica ambigua di Renzi possano nascondere un problema serio e cioè la non convita adesione del segretario e del “rottamatore” al modello democratico maggioritario e bipartitico che è stato alla base della nascita del PD e che è figlio di quello americano.
E allora? Dove vogliono andare a parare Bersani e Renzi dopo le primarie? La loro è solo pretattica elettorale o veramente pensano che non potranno mai governare insieme? Bersani e Renzi militano, fino a prova contraria nello stesso partito e prima di cercare nuove alleanze di governo ( vedi Casini o Vendola ) farebbero bene ad allearsi fra di loro. Perché se lo faranno il nostro partito schizzerà al 40% dei consensi o forse più. Con buona pace di Grillo.
Per chi vuole approfondire qui trovate la mia domanda a Bersani nella sua versione intergrale e qui il brano della video chat con la sua risposta.

Matteo Renzi è destinato a perdere le primarie del centro-sinistra, almeno stando agli ultimi sondaggi. Viceversa se si presentasse alle elezioni politiche con una sua lista indipendente potrebbe portare a casa la vittoria intercettando gran parte del voto di protesta.
In questa situazione apparentemente paradossale, da bersaniano convinto vedrei favorevolmente un accordo fra Bersani e Renzi per marciare uniti verso la conquista di palazzo Chigi, qualunque sia l'esito delle primarie. D'altronde Renzi ha più volte detto che se perde accetterà la sconfitta e sosterrà il segretario nella campagna elettorale. Lo stesso Bersani è uno che vuole unire il fronte progressista e tanto meno vuole una spaccatura nel PD che porterebbe alla sua distruzione così come paventa Massimo D'Alema.
Dunque farebbe bene Bersani in caso di vittoria alle primarie a non "rottamare" Renzi e i suoi sostenitori, ma anzi a coinvolgerlo fin da subito nella sua squadra con il ruolo di futuro vice-presidente del Consiglio in pectore, includendo nel suo programma le istanze di rinnovamento della classe dirigente che arrivano dal "Golden Boy". Una squadra di ministri giovani e preparati sotto l'esperta e sapiente guida di Pierluigi Bersani. Per questo a mio parere Renzi non dovrà per nessun motivo tornare a fare il sindaco di Firenze ma dovrà essere in prima linea con il suo segretario nella battaglia per le politiche, come succede in America per chi perde le primarie ( vedi Hillary Clinton che è diventata Segretario di Stato al fianco di Obama ). Sono sicuro che così facendo il fronte progressista vincerebbe a mani basse la sfida elettorale sconfiggiendo la destra e il voto di protesta del M5S.
E se Renzi non dovesse accettare di correre al fianco di Bersani? Sarebbe l'occasione per smascherare l'avversario e la sua vera intenzione, cioè quella di affondare il PD e fondarsi un partito tutto suo. Quello che Berlusconi deve avergli consigliato durante la famosa cena di Arcore.
Approvata su Liquid Feedback – Servizio Pubblico la mia proposta per risolvere il problema della disoccupazione in Italia.
Ecco di seguito il testo della proposta che dovrà essere affinata sul piano politico e giuridico da chi se ne intende più di me. Ho lanciato il sasso nello stagno, speriamo che qualcuno se ne accorga.
La mia proposta per uscire rapidamente dalla crisi occupazionale è di offrire a tutti i disoccupati un reddito minimo garantito in cambio di lavori socialmente utili.
Si tratterebbe di una retribuzione e non di un sussidio, che consentirebbe di vivere dignitosamente in attesa di trovare un’occupazione stabile e confacente alle proprie aspettative. ll risultato sarebbe quello di avere persone che riconquistano la loro dignità e che non si sentono di peso per la società. Avremmo persone attive che per un periodo più o meno lungo farebbero un lavoro magari poco gratificante ma che proprio per questo sarebbero invogliate a cercarsi un lavoro più confacente alle loro aspirazioni nel minor tempo possibile.
Il lavoro verrebbe svolto a favore della collettività in ambito sociale, ambientale dei lavori pubblici o dei beni culturali.
Il contratto potrebbe ad esempio prevedere l’obbligo per il lavoratore di prestare la propria opera per 4 ore e di frequentare obbligatoriamente corsi di formazione e riqualificazione professionale nelle successive 4 ore.
E ora un po' di numeri. In Italia ci sono circa 2,5 milioni di disoccupati: immaginiamo di offrire loro l’opportunità di un reddito minimo garantito in cambio di lavori socialmente utili ad un salario intorno ai 750 euro netti ( per 4 ore di lavoro ). Al lordo dei contributi sociali e delle tasse porterebbe ad un costo di circa 15.000 euro l’anno per l’ente pubblico che assume. Sono 37 miliardi, da cui però dobbiamo detrarre l’esborso per gli attuali ammortizzatori sociali che ammonta a circa 10 miliardi. Parliamo dell'equivalente di una manovra finanziaria. Ma quale sarebbe l’impatto sulla crescita dell’economia e sulla società?
Un vantaggio della proposta è che si potrebbe partire in via sperimentale in qualche regione o provincia e se funziona estenderla rapidamente a tutto il paese.
+++ Aggiungo alcune considerazioni che tengono conto dei suggerimenti:
- I lavori socialmente utili, quindi di interesse generale, possono essere svolti anche da cooperative e imprese sociali sulla base di progetti approvati dall'ente pubblico promotore
- Nel caso in cui il rapporto di lavoro venga instaurato con un ente pubblico, le imposte sul reddito sono da considerarsi una partita di giro e quindi non un costo effettivo.
- E' assai probabile che il costo complessivo dell'operazione sia più basso in quanto non tutti i disoccupati vorranno accedere a queste opportunità di lavoro e preferiranno impiegare il loro tempo nella ricerca di un impiego migliore e meglio retribuito. O semplicemente non lo cercheranno.
- Le risorse per finanziare l'operazione si potrebbero trovare inserendo una norma che prevede l'obbligo per le imprese che licenziano un lavoratore per giusta causa, di pagare allo stato le spese per il suo ricollocamento. Questa potrebbe essere un'alternativa all'indennizzo attualmente previsto dalla legge. Dunque l'impatto sul bilancio dello stato è decrescente col passare degli anni ( i disoccupati attuali, che sarebbero totalmente a carico dello stato, vengono gradualmente sostituiti dai nuovi disoccupati che vengono ricollocati a spese delle imprese che li hanno licenziati ).
- Una parte dei progetti di lavoro e di riqualificazione professionale potrebbero essere finanziati dal Fondo Sociale Europeo e ai sensi della Decisione della Commissione Europea del 28 novembre 2005 riguardante gli aiuti di stato.

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